Firmato il documento conclusivo della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, che ha riunito per due giorni al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, premi Nobel, leader mondiali ed esperti di IA. IA e armi nucleari. L’appello, firmato anche dall’attrice Sharon Stone: «La vita non sia affidata agli algoritmi»
E ancora il cardinale ha ricordato che «le decisioni che riguardano la vita e la morte, la pace e la guerra, il futuro dei popoli e delle generazioni che verranno, devono rimanere sotto un controllo umano pieno, responsabile e significativo» e che «la velocità dell’intelligenza artificiale non può cancellare il valore della coscienza. L’efficienza dei sistemi digitali non può sostituire il discernimento morale e l’importanza delle scelte. La potenza della tecnica non può diventare più alta della dignità dell’uomo».
La Dichiarazione, ha aggiunto il cardinale Reina, giunge in un tempo particolarmente complesso, «segnato da rapidi cambiamenti e rischi profondi: intelligenza artificiale, armi nucleari, instabilità geopolitica, crisi del multilateralismo e la tentazione di affidare la sicurezza alla paura, alla deterrenza e alle minacce reciproche».
Ma è proprio quando «la capacità di distruzione cresce più rapidamente della capacità di dialogo, quando l’automazione accelera più della prudenza, quando la sfiducia tra le nazioni diventa struttura permanente, allora l’umanità intera è chiamata a fermarsi e a scegliere di nuovo la via della responsabilità».
La due giorni di riflessioni e il testo della Dichiarazione di Roma sono stati ispirati all’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV. Il testo, presentato in Campidoglio, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, anche lui firmatario, ribadisce anche che Roma è la città nella quale la ricerca della giustizia e della pace possono e devono diventare «scelta concreta, impegno comune» perché «Roma non è soltanto una città. Roma è una memoria, una responsabilità, una vocazione. È la città nella quale si incontrano popoli, culture, istituzioni, fedi e linguaggi diversi».
Il cardinale Reina ha avvertito che ci troviamo in un «momento cruciale» della storia: «Il progresso scientifico e tecnologico offre opportunità straordinarie per la sanità, l’istruzione, la salute pubblica, la protezione ambientale, la lotta alla povertà e la costruzione della pace. Eppure lo stesso progresso, se separato dall’etica, dalla responsabilità e dal rispetto della dignità della persona umana, può diventare uno strumento di dominio, esclusione e persino distruzione».
Nel testo della Dichiarazione, all’articolo che riguarda il rischio nucleare, si legge: «La decisione finale di impiegare un’arma nucleare non deve mai essere affidata a un sistema automatizzato». I firmatari chiedono «l’adozione di un trattato internazionale che vieti l’integrazione irresponsabile dell’intelligenza artificiale nei sistemi di comando, controllo e lancio delle armi nucleari, garantendo che rimanga sempre un controllo umano effettivo e significativo».
Il documento prosegue con un appello alla sicurezza: «Dobbiamo impedire l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale nelle operazioni informatiche e negli attacchi contro le infrastrutture nucleari critiche. Gli Stati dotati di armamenti nucleari devono sottoporre i propri sistemi a verifiche di sicurezza (“fail-safe review”)».
Allo stesso tempo, la Dichiarazione promuove un uso positivo dell’IA «per migliorare il benessere umano, accelerare il progresso scientifico e medico, proteggere l’ambiente, rafforzare la resilienza delle società e promuovere la pace, lo sviluppo sostenibile e il bene comune».
Sul fronte della governance, la Dichiarazione invita «governi, imprese e organizzazioni internazionali a rendere possibile un rallentamento coordinato dello sviluppo delle forme più avanzate di intelligenza artificiale, istituendo meccanismi condivisi di verifica e solidi processi di valutazione, sia interni sia indipendenti». Viene inoltre sostenuto il Panel Scientifico Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite sull’Intelligenza Artificiale.
Tra i firmatari eccellenti anche l’attrice Sharon Stone, che ha dichiarato di essere presente in quanto «cittadina del mondo e madre di tre giovani uomini intelligenti». Rivolgendosi alla platea ha aggiunto: «La dignità umana non è un algoritmo», «dobbiamo essere uniti nel perseguimento del bene comune, uniti nel rispetto dello stato di diritto e della responsabilità. Dobbiamo imparare di nuovo ciò che pensiamo di sapere già». Ha poi messo in guardia sulle responsabilità etiche: «Con l’espandersi delle capacità delle macchine, devono crescere di pari passo anche le responsabilità intellettuali ed etiche di coloro che le creano». E ha concluso con un richiamo alla semplicità e al buon senso: «Dobbiamo comportarci esattamente nello stesso modo in cui diciamo di fare ai nostri figli».
