Dopo la vicenda di don Alberto Ravagnani, due casi nel Trevigiano. Uno dei due ex sacerdoti fu in prima linea durante il terremoto de L’Aquila

«Non posso più vivere diviso in due». Due percorsi di fede importanti, due figure di riferimento nelle loro comunità e una scelta di vita che a un certo punto si incrina. Non è l’amore di Dio, sono le regole della Chiesa. Non si tratta di scelte imponderate, ma di un percorso maturato nel tempo. I due sacerdoti, ora cinquantenni, hanno chiesto di essere sciolti dai voti per iniziare una vita senza infingimenti e ipocrisia. Dopo la vicenda di don Alberto Ravagnani, 32 anni, tra i volti emergenti della chiesa “social”, anche don Giovanni Gatto, 51 anni originario di Montebelluna, tra i parroci simbolo nel terremoto dell’Aquila e don Daniele Fregonese, 51, della diocesi di Spresiano, lasciano l’abito talare. E lo fanno senza nascondersi, dicendo la verità ai propri fedeli, alle famiglie, ai propri superiori. «Serviremo la Chiesa da laici, non possiamo rinunciare all’amore di una donna». Due storie che riportano in emersione il tema dei legami affettivi esclusivi di chi abbraccia la vita ecclesiastica.

Don Giovanni Gatto, originario di Montebelluna e per vent’anni sacerdote a Tempera in provincia de L’Aquila, ha avviato un anno fa le pratiche per lo scioglimento dei voti. «Non è stata una fuga- ha spiegato a La Tribuna – ma una resa alla verità. Il desiderio di condividere la vita con una donna era diventato più forte del silenzio che mi imponevo». Don Gatto racconta di un innamoramento travolgente, messo a tacere per moltissimo tempo. «Non stavo lottando contro una tentazione, ma contro me stesso». La sua è stata una vocazione militante: prima la collaborazione con libera poi la gestione dell’emergenza terremoto a L’Aquila. «Ma ero vivo a metà. Aiutavo gli altri ma non potevo costruire una vita mia». A breve la procedura sarà completata e l’uomo tornerà alle origini, nella casa di Montebelluna. E’ da lì che intende ripartire a costruire la sua seconda vita. E sempre in questi giorni dalla provincia di Treviso arriva la vicenda di don Daniele Fregonese, 51 anni. Collaboratore pastorale della parrocchia di Spresiano, apprezzato nel campo delle comunicazioni ecclesiali nella Diocesi di Treviso, ha deciso- come riporta Il Gazzettino- di tornare al mondo laico dopo un lungo periodo di crisi per vivere alla luce del sole un rapporto d’amore. E ha voluto comunicare la scelta alla sua comunità. Per trasparenza e rispetto verso il progetto che ha animato vent’anni della sua vita