Il quindicenne Carlo nella sua adolescenza ha capito che la vita cristiana è una cosa in fondo semplice: amicizia con Gesù. Niente intellettualismi, zero sociologia, e le opere arriveranno come conseguenza: conta un’amicizia. E Pier Giorgio scegliendo la compagnia di chi non ha niente (i poveri di cose, di senso, di attenzione) ci mostra dove e come Gesù preferisce farsi trovare. La santità spiegata bene, da due ragazzi ai loro coetanei di oggi, e a noi adulti. Per riprendere a capirci su quello che conta davvero.
