Nella dinamica formativa del Donec Formetur del Beato don Alberione, la prima tappa si conclude evidenziando come la volontà di Dio debba essere il nostro supremo atto di amore, perché la volontà di Dio «è il gran sole cui l’anima, come girasole, deve sempre star rivolta» (DF 20). Ora, essenzialmente la volontà di Dio è la nostra trasformazione in Lui.

Ed ntriamo nella seconda tappa: “Gloria al Figlio – Via illuminativa”. È la via della conformazione a Lui. Il beato Alberione inizia con la domanda: Come s’incarna Gesù Cristo in noi? E risponde: ponendoci decisamente alla scuola di Cristo Maestro Via, Verità e Vita. Nel sintetizzare questa tappa, esprimerà questa “divina incarnazione” con una serie di nove verbi: «Il Cristo solo vive, pensa, opera, ama, vuole, prega, soffre, muore e risuscita in noi» (DF 64). A questo ci aiuta il brano paolino, su cui riflettiamo: il rischio di credere in un Gesù “diverso”.   

Invece, che cosa capita quando nel cuore coltiviamo sogni o riconoscimenti di vario genere? Ci troviamo a stravolgere lo slogan evangelico con due sfasature: 

“Ho fatto quello che mi è stato ordinato, ho avuto critiche e incomprensioni, tutto è inutile”. È evidente la ricerca dell’approvazione e del consenso. 

Il grembo della centralità di Gesù Maestro Via Verità e Vita è la lunga esperienza di malattia di don Alberione nel 1923 (cfr. AD 151-158) che lo ha portato a questa profonda consapevolezza: “L’unico riferimento è al Divin Maestro: egli è la Via, la Verità e la Vita…Gli uomini non contano. Gli uomini non avrebbero fatto nulla. La Casa esce dalla volontà di Dio. Tolta la volontà di Dio, anche umanamente, è tolta ogni fecondità di vita. Nessuno deve contare quindi sugli uomini e sui patrimoni: l’unico patrimonio è il Signore, ed è infinito…” (Alberione: UCBS ,VII-8). Dopo questa forte esperienza, sono seguite varie tappe: 

     La prima tappa dal 1924 al 1935: mese di gennaio dedicato a Gesù maestro, la stampa di centinaia di migliaia di Vangeli; le Pie Discepole e i Discepoli del Divin Maestro; grandi iniziative per portare Cristo a tutti. 

     La seconda tappa dal 1936-1946: la prima domenica del mese; l’affidamento a molti paolini di studi e ricerche sul Divin Maestro… 

     E la terza tappa dal 1947 agli anni ’60: richiesta di una festa liturgica al Divin Maestro; l’anno a Gesù Maestro; ancora affidamento di studi sul Divin Maestro; costruzione della chiesa al Divin Maestro (Pie Discepole, Roma); l’opera risanatrice affidata alla casa al Divin Maestro (Ariccia)…