Dettori Lucia

(n. Ozieri (SS) 13/05/1925 + 16/06/2005)

“Eri piccola di statura/ ma sei stata per me/ un gigante nella fede,/ non transigevi, eri ferma come roccia,/ in te non c’erano mezze misure”: ecco solo pochi versi della poesia che un’ancilla, Lucia Moledda, ha dedicato a Lucia Dettori.

E chi l’ha conosciuta non può che confermare che Lucia era una roccia: ferma nella fede, nella fedeltà alla Messa ed all’Adorazione Eucaristica quotidiane, ai ritiri mensili ed agli Esercizi annuali, nonostante il carico di impegni gravosi, con ogni tempo ed anche se fratturata. E’ stata un’ancilla Domini dapprima in modo spontaneo, poi, entrata nell’Associazione, con piena consapevolezza (prima professione 21/07/1989 ad Ariccia “Casa Divin Maestro”,  seconda professione 19/09/1991 a Vallermosa, professione perpetua 08/08/1996 a Lourdes).

Secondo quanto afferma la consorella Rita Bernardi, era nota a Sassari per il servizio generoso reso al parroco della cattedrale don Gino Porcheddu ed alla madre signora Grazietta e, quando si è reso necessario, non ha esitato ad ospitare entrambi nella sua casa per accudirli con cura ed amore fino alla fine, avvenuta nel 1980 per la signora e nel 1987 per il Sacerdote. Successivamente anche presso la parrocchia Sacra Famiglia si è adoperata con totale disponibilità non solo come Ministro Straordinario della Comunione, ma in ogni necessità pratica, in parallelo accudiva e sosteneva a casa una nipote disabile.

Durante i suoi funerali il parroco ha sottolineato di Lucia la presenza assidua davanti al Tabernacolo, il suo servizio generoso, la sua attività eroica concludendo: “ Lucia era un’ancilla Domini!”. E “un’ancilla Domini con la divisa”: Lucia ha definito se stessa così quando, ormai gravemente ammalata, ha accolto con amore la medaglia dell’Ancilla Domini, simbolo dell’Associazione, e la indossava sul letto di morte come sigillo di una vita dedicata al servizio dei Sacerdoti e della Chiesa.