Ostensione delle ossa di San Francesco. «Non sono una reliquia sotto vetro, ma un motore di senso per tutti»

I resti del poverello saranno esposti fino al 22 marzo. Attesi 400.000 pellegrini da tutto il mondo per un evento senza precedenti che chiama alla fraternità, al perdono e al rispetto del creato

Si commuove anche l’amministratore apostolico monsignor Domenico Sorrentino, a lungo vescovo di Assisi: «Ho vissuto una grande commozione e intimità in questo raccoglimento», dice. E aggiunge: «. È stata una grazia immensa dopo venti anni in cui ho avuto la gioia di vivere il ventennio della vita di Francesco e della sua conversione e ora ritrovarmi nell’anno della sua morte a baciare le sue ossa. Tutto per me è stato Francesco: nel luogo in cui vivo Francesco vive e quelle mura mi parlano. Per me è stato bello vivere in questi luoghi. Vedere le ossa è stata un’esperienza di Dio e un’esperienza grande di cui voglio rendere grazie».

«Non è un appuntamento con il macabro», spiega subito Lorena Bianchetti, conduttrice di A sua Immagine e coordinatrice della conferenza stampa di presentazione dell’evento che si svolgerà dal 22 febbraio al 22 marzo. Questa semmai, aggiunge David Rondoni, presidente del Comitato nazionale dedicato all’Ottavo Centenario della morte del santo, «è la festa di un vivo che morendo ha lasciato un segno. Le sue ossa non sono il bottino della morte, ma quello rubato da San Francesco al tempo, sono un segno che celebra la vita».

Fra Giulio Cesareo spiega l’importanza spirituale dell’ostensione delle ossa di San Francesco e cosa i pellegrini incontreranno arrivando ad Assisi

L’ostensione prolungata delle spoglie di San Francesco nella Basilica di Assisi è un evento storico, mistico e organizzativo senza precedenti, con forte risonanza spirituale nel contesto di guerre e divisioni. 

Le ossa consumate, come consumata per Cristo fu la vita di san Francesco diventano allora segno di vita, fecondità evangelica e invito alla fraternità, perdono, servizio e rispetto del creato. La contemplazione, attraverso una teca trasparente antiproiettile e antisfondamento, dei resti del poverello diventa consapevolezza di quanto quel seme gettato 800 anni fa sia ancora capace di far germogliare vita.

«Quel corpo non era bello», commenta il vescovo eletto di Assisi monsignor Felice Accrocca, «i conterranei lo descrivevano come brutto e sporco. Ma con la sua parola ispirato da Dio spinse alla pace. Oggi siamo in una dittatura dell’immagine ma questo corpo continua a parlarci. L’uomo non vale per ciò che appare ma per ciò che è. Francesco continua a parlarci, e mi auguro che questo mese possa farci riflettere sul fatto che c’è qualcosa che va oltre»,

Non solo parole, la presidente della Provincia Stefania Proietti, ricorda come quelle ossa «così consumate, anzi proprio perché consumate, ci dicono che quella di Francesco è una santità alla portata di tutti. Tutti possiamo imitare Cristo come ha fatto lui». Sottolinea come, nel nome di Francesco, siano passate leggi all’unanimità, non ultima quella che ristabilisce il 4 ottobre festa nazionale, che incoraggiano la devozione a Francesco come segno di fratellanza, salvaguardia del creato, sostegno ai più piccoli. E regala a fra Moroni la copia della legge numero uno del 2026 che istituisce, dedicandola al Santo, un hospice pediatrico come segno duraturo di attenzione alle sofferenze dei bambini.

«Francesco è un’icona vivente», dice ancora fra Moroni, «un’icona umana nostra, uno di noi che testimonia che quello che Gesù ha detto nel Vangelo è proprio vero: “Se il chicco di grano caduto in terra muore produce molto frutto”. Chi si dona con amore produce molto frutto e Francesco è proprio questo effetto farfalla. Un effetto farfalla di bene che attraversa la storia, attraversa i secoli, perché ancora oggi ci sono persone che ispirate da lui provocate da lui continuano a vivere o cercano di vivere in stile di fraternità rispettando il creato costruendo relazioni fondate sul perdono e sul servizio».

Per l’VIII centenario, fra le tante iniziative, I francescani hanno preparato un numero speciale monografico della loro rivista con il tema di “San Francesco vive”, organizzato un meeting “Francescano Giovani” su “sorella morte”, per dire che «quella di Francesco non è una reliquia sotto vetro, ma un motore di senso per la generazione zeta», e aperto il portale www.giovaniversoassisi.org e sanfrancescovive.org. Tutto per coltivare quella «eredità» preziosa si San Francesco che è «innanzitutto», spiega fra Giulio Cesareo, la fraternità».